GLI ASINI SELVATICI

Oltre agli asini domestici, esistono anche razze di asini prettamente selvatiche, tra cui ricordiamo l’Onagro, l’Asino della Somalia, il Kiang e l’Emione.
Sebbene milioni di anni fa gli asini e i cavalli avessero gli stessi antenati, si sono evoluti in specie molto diverse e la comprensione di queste differenze è di vitale importanza per la cura e il benessere degli asini.
Esistono due specie distinte di asino selvatico; il ramo asiatico della specie proveniva da un’area che si estendeva dal Mar Rosso all’India settentrionale e al Tibet, dove l’asino doveva adattarsi a clima, terreno e altitudine diversi.
Di conseguenza esiste più di un tipo di asino selvatico asiatico. Il ramo africano della specie è stato trovato nel Nord Africa tra la costa mediterranea e il deserto del Sahara, a sud del Mar Rosso. C’erano due specie separate di asino africano: l’asino selvatico nubiano e l’asino selvatico somalo. I nostri moderni asini domestici sono tutti discendenti di questi antenati degli asini selvatici africani.
Gli asini selvatici stessi hanno diversi nomi, dipende dalla regione del mondo in cui abitano: prevalentemente di si trova nelle regioni asiatiche. Ma andiamo a vedere più nello specifico quali sono le razze e quali sono le differenze fra queste.
L’asino domestico ha formato delle popolazioni che vivono allo stato selvaggio in Australia e in America, luoghi in cui è stato portato dall’uomo Si distinguono attualmente cinque sottospecie di asini selvatici asiatici.
Gli asini selvaggi sono:
- L’onagro o
asino selvaggio dell’India vive in India e nei paesi limitrofi del nord-ovest.
E’ in pericolo estinzione - L’emione
vive in Asia centrale ed è prossimo all’estinzione - L’asino
selvatico africano vive nell’Africa dell’Est, e particolarmente
in Somalia. - Il
khur,
diffuso in India e Pakistan, è prossimo alla minaccia estinzione - L’emippo
già
estinto, era diffuso in Siria e Mesopotamia
GLI ASINI SELVATICI O AFRICANI
Gli asini selvatici o africani si distinguono dalla specie asiatica per il maggior sviluppo delle orecchie, il capo più voluminoso, gli zoccoli più alti (fortemente compressi di lato), l’assenza di criniera e la corta coda con un ciuffo di peli terminale.
In media raggiungono un peso di 2-3 quintali. Esistono 2 sottospecie principali: l’asino della Somalia (Equus africanus somalicus), ridotto a poche centinaia di capi allo stato selvaggio, è la razza più alta (1,4 m); l’asino della Nubia (Equus africanus africanus) è talmente raro da potersi considerare quasi estinto.
All’interno dei branchi, composti di una decina di individui, non esistono posizioni gerarchiche. Dato l’ambiente semidesertico in cui vivono questi animali, l’alimentazione è costituita solo di arbusti spinosi ed erba secca. Una singolarità dell’asino africano – il fatto che i piccoli non bevano assolutamente acqua nei primi 6 mesi di vita – ha indotto molte popolazioni, strette dalla penuria di risorse idriche, a prediligerlo come animale da trasporto.
Se il colore del manto è simile, eccetto per il Kiang, si distinguono per varie differenze morfologiche come la testa, il collo e le zampe.
L’ONAGRO (in pericolo estinzione)

È un animale di medie dimensioni, dal mantello giallo-bruno chiaro, con la regione occipitale breve, gli occhi piuttosto spostati verso la sommità del capo, la striscia dorsale estesa fino all’estremità della coda e gli zoccoli bordati di nero; oggi in pericolo di estinzione, abita gli altipiani dell’Iran settentrionale.
L’onagro o emione persiano è un equide tipico dell’Asia centrale.
In passato era presente nelle steppe che vanno dal Turkestan russo alla Persia nord-orientale e all’Afghanistan nord-occidentale; è probabile che si spingesse fino all’Arabia e la Mesopotamia ed era diffuso anche in Siria.
Attualmente il suo habitat è limitato in alcune aree protette dell’Iran.
L’ASINO SELVATICO ASIATICO O EMIONE (prossimo alla minaccia di estinzione)

L’asino selvatico asiatico o emione è un animale abbastanza grande, di cui rimangono solo piccoli branchi in Mongolia; si distingue per il cranio allungato, il mantello color grigio sabbia sulle parti superiori in estate, più chiaro in inverno, e la striscia scura dorsale piuttosto sottile e poco marcata.
E’ un mammifero perissodattilo della famiglia degli equidi.
A differenza dei cavalli, l’asino selvatico asiatico, alto al garrese fino a 130 cm e con un peso che può raggiungere i 260 kg, ha solo la metà posteriore della coda ricoperta di pelo, possiede orecchie simili a quelle degli asini africani, ha un mantello di colore variabile dal giallo pallido al bruno rossastro, con una striscia scura in corrispondenza della colonna vertebrale, e ha sia la criniera sia il ciuffo della coda nero-bruni. Il suo verso è intermedio tra il nitrito del cavallo e il raglio dell’asino.
L’EMIPPO (estinto)

L’Emippo era diffuso in Siria, Mesopotamia e nella parte settentrionale della penisola arabica e purtroppo ormai sterminato, si distingueva per avere il profilo del muso «ondulato», gli occhi spostati verso la sommità del capo, una colorazione variabile dal giallo sabbia al giallo-bruno sulle parti superiori del corpo e bianca sull’addome, la striscia dorsale estesa fino all’estremità della coda e gli zoccoli bordati di scuro.
IL KHUR ( prossimo alla minaccia estinzione)

Quest’asino di media grandezza ha una colorazione giallo-rossastra sulle parti superiori del corpo, e chiara in quelle inferiori; la striscia dorsale termina all’altezza della radice della coda, o prima, e il profilo del muso è «ondulato»; diffuso un tempo in tutti i territori aridi dell’India nord-occidentale, del Pakistan e dell’Iran sud-orientale, oggi è rappresentato solo da piccoli branchi viventi nel deserto del Kutch,
Il KULAN (in pericolo estinzione)

I Kulan appartengono alla categoria degli animali che ammirano con la loro speciale bellezza e il loro colore insolito, la loro grazia e la loro rapidità, la capacità di riposare a lungo, non sdraiandosi per terra. Hanno parenti e soprattutto sono zebre, asini e cavalli selvaggi, cioè quelli che appartengono ai mammiferi attrezzati della famiglia equina.
Diffuso nel Turkmenistan e nel Kazakistan, ove è posto sotto rigida protezione, ha la regione occipitale allungata, gli occhi spostati verso il basso e presenta ai lati della striscia scura dorsale una sottile area bianca; secondo i dati raccolti, non si tratterebbe in realtà di una sottospecie, ma di una razza di onagri.
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