LA DIFFERENZA TRA MULO – ASINO E IL BARDOTTO
L’asino, il mulo e il bardotto sono spesso i protagonisti di storie, fiabe, favole, film, modi di dire. Alcuni ragliano, altri nitriscono come il cavallo. Non è facile orientarsi tra muli, asini e bardotti e se non si presta attenzione, si finisce per chiamare tutti asini, senza approfondire. In verità, a guardarci bene, questi tre animali hanno delle differenze che li rendono unici e che hanno segnato il loro destino nei secoli passati.
LE DIFFERENZE TRA ASINO, SOMARO, MULO E BARDOTTO
A) IL MULO
Tutti ne parliamo, riferendoci a lui per la sua testardaggine, ma in pochi sanno cosa è veramente un mulo e qual è stato il suo ruolo nel corso della storia umana. Questo animale viene infatti confuso, non di rado, con l’asino e con il bardotto e, per i non esperti, viene quindi spontaneo chiedersi dove possa essere la differenza.:
- La prima differenza, quella con l’asino, è piuttosto lampante e può essere anche spiegata da un fatto genetico: il mulo è infatti un animale ibrido, derivante dall’incrocio tra lo stallone asino e la cavalla femmina. La differenza con il bardotto è invece un poco più sottile: se il mulo nasce dall’asino maschio e la cavalla femmina, il bardotto nasce invece dallo stallone cavallo e dalla mula femmina.
- Al primo colpo d’occhio, questi ultimi due animali, potrebbero apparire simili, ma la differenza, che si presenta ad uno sguardo più attento, non è poi così difficile da vedere. La diversità deriva infatti dall’altezza: il mulo è alto quanto un normale cavallo, mentre l’altezza del bardotto si avvicina molto di più a quella della mamma asina è particolarmente più ridotta. Ovviamente però, l’altezza al garrese di entrambe varia, anche di molto, a seconda degli incroci tra le diverse razze asinine e cavalline, ed, in sintesi, delle diverse caratteristiche dei genitori.
- Per la grandissima presenza di varianti negli incroci, come ben si può capire, risulta veramente difficile poter dare una descrizione precisa dei muli; anche se possiamo dire che, in generale, il mulo somiglia quasi del tutto al cavallo per altezza, dimensioni e conformazione. L’incollatura è corta e la criniera è, di solito, assente o, al massimo, si presenta con crini duri e corti, quasi a spazzola. Il tronco ha le proporzioni tipiche del cavallo anche se è un poco più raccorciato e più grosso. Il mantello è ruvido e, solitamente, baio scuro, anche se la colorazione, ovviamente, può variare con diverse tonalità da esemplare ad esemplare.
- Dal padre asino, invece, il mulo eredita le lunghe orecchie, la testa più grossa, le zampe massicce, gli zoccoli stretti ed alti, e l’infaticabilità e caparbietà che lo caratterizzano.
- Animale frugale, dotato di forza, grande capacità di resistere alle condizioni più difficili, resistenza agli sforzi fisici e con un pizzico di testardaggine, il mulo è stato uno degli animali più utili e più vicini all’uomo nel suo lavoro e nel corso della sua storia. Il mulo è un lavoratore instancabile che aiuta gli imprenditori agricoli a trasportare pesi e ad arare i campi, oltre ad essere un animale che si cavalca facilmente…sempre che sia stato cresciuto in maniera corretta.
- Pochissimi esemplari, maschi e femmine, di muli sono fecondi, perciò la razza viene portata avanti con il continuo incrocio di asini e cavalle. Ma, nonostante sia il maschio che la femmina del mulo siano sterili, talmente grande è stata, ed è tuttora, la sua utilità che asini e cavalle continuano ad essere incrociati portando il mulo ad essere diffuso, conosciuto ed apprezzato in tutto il mondo.
- Il carattere del mulo non è, infatti, una leggenda dal momento che si tratta di animali con uno spiccato spirito d’indipendenza e testardaggine. La rusticità che contraddistingue il mulo è però gestibile se lo si cresce in modo sereno, evitando rigide imposizioni che potrebbero accentuarne la scontrosità e facendone emergere l’alacrità: due caratteristiche che convivono da sempre questo riuscitissimo incrocio tra l’asino e il cavallo.
B) L’ASINO E IL SOMARO
Quando di parla di asino, di somaro e di ciuco, si sta indicando la stessa specie animale, che in latino viene definita Equus asinus e che appartiene alla famiglia degli Equidi proprio come le zebre e i cavalli. Nessuna differenza quindi tra somaro, ciuco e asino come invece ne esistono tra asino, mulo e bardotto In realtà asino e somaro sono sinonimi, si tratta infatti dello stesso animale. Gli altri invece si differenziano. Ecco in cosa si differenziano queste specie:
- L’asino appartiene alla famiglia degli Equidi, ma ha minori dimensioni rispetto ad un cavallo; vi sono molte razze di asini, sia domestiche che selvatiche. Veniva utilizzato sia per l’alimentazione umana, carne e latte sono tutt’ora utilizzati, sia come sostituto meno costoso del cavallo, quindi adatto alla campagna e all’agricoltura. L’asino è un animale molto intelligente e non è raro in campagna trovare persone che lo tengono come animale di compagnia all’aperto. E’ un animale che non proviene da incroci, ma deriva dall’accoppiamento tra un maschio di asino ed una femmina di asino.
- Esso è simile al cavallo è da millenni utilizzato dall’uomo come animale da lavoro per via del suo fisico robusto e resistente e per la capacità di adattarsi a condizioni climatiche avverse. Può essere domestico o selvatico. Il latte d’asina, ricco di retinolo, è utilizzato dall’industria farmaceutica e da quella cosmetica per la produzione di prodotti rigeneranti e antiossidanti. Il retinolo previene infatti l’invecchiamento cellulare.
- Gli asini possono riprodursi a partire dai due anni, ma quello domestico può farlo tutto l’anno mentre il selvatico solo nei periodi con clima umido. La gestazione dura un anno, un cucciolo pesa circa 40 kg e mamma asina allatta per circa due mesi dopo il parto. L’asino raglia.
C) IL BARDOTTO
Ereditando sia le caratteristiche fisiche dello stallone che quelle dell’asina che lo hanno generato, il bardotto è un animale robusto, un grande lavoratore.:
- Rispetto al mulo, ha più somiglianze con un cavallo grazie al suo corpo leggermente arrotondato e ad una groppa che lo è ancora di più all’estremità. Anche le orecchie sono più da cavallo, visto che sono più corte che nel mulo, anche se più lunghe che nel cavallo.
- Rispetto al mulo il bardotto ha anche le zampe più diritte. Passando al mantello, quello dei bardotti può assumere tutte le combinazioni di colori possibili anche se il più delle volte è di tonalità chiare, tendenti al bianco.
- L’unico mantello che è impossibile vedere su un bardotto è quello pezzato tobiano perché questo ibrido non può ereditare il set genetico completo corrispondente a questo colore, finendo generalmente con quattro balzane alte e una coda bianca.
- Anche nel suo comunicare, il bardotto richiama il cavallo perché il suo verso è più un nitrito che un raglio, è un mix curioso e non sempre facile da interpretare.
- Se un asino maschio si accoppia con una cavalla nasce un mulo. Il mulo è un animale particolarmente resistente che deriva dall’incrocio tra un asino e una cavalla, mentre l’asino è un animale che non proviene da incroci. Il mulo è un ibrido delle dimensioni di un cavallo e molto forte.
- Tuttavia questi animali risultano sterili, in quanto possiedono un corredo cromosomico dispari (63 cromosomi), dovuto alla differenza cromosomica tra asino e cavalla (rispettivamente 31 e 32 coppie di cromosomi).
- Il mulo è l’animale simbolo degli Alpini che lo caricavano di pezzi d’artiglieria, feriti e pesantissimo equipaggiamento, guidandolo per le impervie montagne senza che il mulo si lamentasse mai. Molte sono le poesie e le canzoni dedicate dai soldati a questo fedele quanto indispensabile animale.
LA DIFFERENZA TRA MULO E BARDOTTO
- Il mulo è infecondo poiché i “genitori” hanno una dotazione cromosomica diversa che produce un errore cromosomico da cui deriva la sterilità. Il mulo eredita dalla mamma cavalla l’altezza, la dentatura e il mantello; dal padre la resistenza tanto da essere utilizzato come animale da soma. Anche il mulo raglia.
- Un’altra differenza sta credo nel fatto che il mulo è più piccolo di sua madre (una cavalla), mentre il bardotto è più grande di sua madre (asina): questo credo incida fortemente sul parto, rendendo la produzione di muli più facile e sicura, mentre la produzione di bardotti può mettere seriamente a rischio la salute della fattrice.
- Il bardotto è un ibrido che nasce dall’incrocio di un cavallo e una femmina di asina domestica. Come il mulo anche il bardotto è un ibrido sterile. Il bardotto somiglia al cavallo ma ha una criniera più folta e le orecchie piccole. Il bardotto nitrisce, come il cavallo. Durante il periodo dei conflitti mondiali è stato utilizzato dai militari per il trasporto pesante (armi, munizioni e vettovagliamento). In Italia vi sono allevamenti in Sicilia; in Europa è diffuso in Spagna e Portogallo.
- Il bardotto è un ibrido, generalmente infecondo che nasce dall’accoppiamento di un cavallo stallone con una femmina di asino domestico. Le femmine possono essere occasionalmente fertili. Aveva un tempo maggior importanza economica, al giorno d’oggi i bardotti sono allevati raramente e quasi esclusivamente per la qualità della carne. Una zona tipica di produzione è la Sicilia.
- Rispetto al mulo (che è l’incrocio contrario, cioè tra l’asino stallone e la cavalla) il bardotto presenta una maggiore somiglianza con il cavallo e ha una criniera più folta. Ha le orecchie piccole e come il cavallo nitrisce, a differenza del mulo che raglia. Per ragioni di accoppiamento, il bardotto è il tipo di incrocio più difficile da ottenere.
CONCLUSIONE
- Il mulo è l’incrociotra asino stallone e cavalla.
- L’asino non ha nessun incrocio.
- Il bardotto è l’incrocio tra cavallo stallone e femmina asino.
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