IL MULO COME ANIMALE DA SOMA
Il trasporto di beni per mezzo di animali da soma imbastati quali cavalli, muli, asini e probabilmente anche bovini era già praticato in epoca preistorica e romana. La someggiatura come attività professionale di trasporto di merci attraverso i valichi nel quadro del commercio regionale e transalpino è attestata dall’inizio del XIV sec. e mantenne la sua importanza fino al XIX sec. inoltrato.
Per quanto riguarda la realizzazione delle mulattiere e la loro manutenzione durante tutto l’arco dell’anno, i signori territoriali, i somieri assumevano compiti diversi. Lungo gli itinerari commerciali, autorità laiche ed ecclesiastiche come le comunità di valle, i principi vescovi, i conventi e i feudatari nobili fecero costruire soste necessarie alla someggiatura.
L’ANIMALE DA SOMA
L’animale da soma (anche “bestia da soma”) è l’animale domestico adibito ad uso lavorativo con mansioni di trasporto materiali. Il “carico” viene assicurato al dorso dell’animale che si trova a dover trasportare il materiale e non a trainarlo/trascinarlo come nel caso di un cavallo che traina un carretto. Gli impieghi degli animali da soma non sono limitati al carattere agricolo. Essi sono anche un eccellente sistema di mezzi di trasporto per tragitti anche molto lunghi di difficile percorrenza.
Il mulo è il più classico degli animali da soma: infecondo, più resistente del cavallo, adatto a percorrere viottoli impervi (le mulattiere). La mula è più adatta alla cavalcatura. Soprattutto i carbonai usavano queste bestie da soma per il loro lavoro. Il mulo, incrocio (ibrido) di un asino e di una cavalla, è usato per la forza muscolare, la resistenza, l’adattamento al basto e alla sella. Attualmente si contano 12 milioni circa di muli nel mondo, tra Africa, America del Nord, centrale e del Sud.
IL CARATTERE DEL MULO
Il mulo è un animale dal carattere complicato, è resistente, paziente, coraggioso e ostinato. Come gli asini tende a scalciare facilmente, ma, essendo più forte, il suo calcio rischia di essere molto pericoloso. Ha inoltre un tiro infallibile. E’ un animale preziosissimo in montagna e nelle zone caratterizzate da collegamenti e strade impervie. I muli riescono a percorrere circa cinque chilometri all’ora procedendo a passo lento in tutte le condizioni di strada e trasportando un carico pari al 30% del loro peso e possono marciare anche per 10-12 ore di seguito, arrivando a percorrere fino a 40 km al giorno.
Per quanto concerne la potenza di carico, considerando che il peso medio di un mulo si aggira sui 450 chili, il peso massimo trasportabile dovrebbe aggirarsi intorno ai 130 chili. Secondo i manuali militari, però, il peso ideale dovrebbe essere di circa settanta chili. Anche gli antichi romani si occuparono dell’argomento, tanto che un editto dell’imperatore Diocleziano stabiliva che i carichi standard dovevano essere di 65,5 chili. In generale, i muli riescono a trasportare grossi carichi per lunghi tratti, senza accusare il minimo cenno di stanchezza.
IL MULO ANIMALE ADATTO ALLA SOMEGGIATURA
Il mulo è ritenuto un animale parco, dal passo sicuro e adatto alla someggiatura nei terreni impervi. Adottato come animale da traino e da trasporto dalle truppe del treno dell’esercito dall’inizio del XXI sec. è stato impiegato anche in maniera crescente come animale da sella e da soma per il tempo libero.
Mentre gli scritti di autori antichi come Varrone, Columella o Plinio il Vecchio rivelano l’importanza del mulo per i trasporti e il servizio postale in epoca romana, le attestazioni archeozoologiche nei siti archeologici romani a nord delle Alpi sono rare, in parte anche per la difficoltà di distinguere lo scheletro del mulo da quello del cavallo. Il ritrovamento di diversi cadaveri (cavalli e soprattutto muli) viene messo in relazione all’esistenza di una stazione di cambio per cavalli e muli.
Rispetto ai buoi e ai più pregiati cavalli, i muli assunsero un’importanza secondaria negli scambi transalpini. Essi furono piuttosto impiegati come animali da traino, da soma e da sella, in particolare nel XVI-XIX sec. Reperti archeologici medievali come quelli delle fortezze di Scheidegg (com. Gelterkinden), Frohburg e Alt-Wartburg sono rari. Uno scheletro di mulo del XVIII sec. trovato nello scorticatoio di Zurigo-Albisrieden appartenne verosimilmente a un animale impiegato per il trasporto in montagna.
I DIVERSI UTILIZZI DEL MULO
A) L’UTILIZZO DEL MULO NEL LAVORO AGRICOLO
Il mulo (Equus mulus) è l’ibrido interspecifico tra cavalla e asino in cui si fondono l’energia e la potenza muscolare del cavallo con la rusticità e la sobrietà dell’asino. Questo animale, dalla potenza e resistenza straordinarie, ha rivestito un’importanza sociale, economica, culturale e storica fondamentale in Italia, accompagnando l’uomo nel lavoro agricolo, nella produzione di legna da ardere e carbone, nel trasporto ed in guerra. Oggi, con l’avvento dei mezzi meccanici, il mondo rurale di cui il mulo è stato protagonista per centinaia di anni ha cambiato volto. Il numero di muli presenti sul nostro territorio è in forte calo e con esso si assiste alla scomparsa delle numerose razze autoctone, equine ed asinine, selezionate per la produzione mulattiera.
Morfologicamente il mulo ha caratteri intermedi tra asino e cavallo, con predominanza del primo per quanto riguarda la testa, il collo, la struttura degli arti e dei piedi; eredita invece dalla madre i caratteri relativi allo sviluppo scheletrico e quindi alla statura.
B) L’UTILIZZO DEL MULO NELL’ESERCITO
Nell’esercito questi animali erano suddivisi in classi a seconda delle principali caratteristiche fisiche quali altezza al garrese, forza fisica e resistenza. Si suddividevano, quindi, in:
- I muli di prima classe: i più grandi e robusti, utilizzati dall’artiglieria per il trasporto di armi e munizioni, in particolare per il trasporto del mortaio;
- Quelli di seconda e terza classe: più piccoli e meno resistenti, sfruttati dalla fanteria alpina per il trasporto di tende, munizioni e approvvigionamenti.
In casi estremi, il mulo poteva diventare esso stesso una fonte di cibo. È ormai scarso l’utilizzo del mulo in montagna per esigenze agricole e silvestri. Alcuni esemplari, però, sono usati in ippoterapia.
C) IL MULO, ANIMALE DA SOMA PER L’ESBOSCO
Attualmente in Italia i muli vengono impiegati come animali da soma (specialmente nell’esbosco di legna da ardere) o come animali da compagnia. Quello di esbosco a soma tradizionale è un metodo meno produttivo rispetto ad altri più moderni (trattori con gabbie, risine e teleferiche) ma presenta dei vantaggi che, in alcuni casi, lo rendono ancora il metodo più razionale. L’esbosco a soma con i muli attualmente è utilizzato per la legna da ardere e simili assortimenti lunghi 1-1,5 m, su terreni non accessibili a mezzi meccanici a causa della pendenza o dell’accidentalità. È adatto per tagli di debole intensità come le conversioni dei cedui ad alto fusto, mentre nei tagli di forte intensità non può competere economicamente con l’esbosco meccanizzato. Il maggiore inconveniente legato a questo tipo di sistema è quello legato ai costi ed al tempo necessario per la gestione degli animali durante tutti i giorni dell’anno. Questo aspetto è poco compatibile con lo stile di vita attuale e poche persone sono ancora disponibili a lavorare con i muli.
L’impiego di mezzi di lavoro più moderni, come risine e trattori con gabbie, rende il lavoro in bosco più fluido, più produttivo e più economico. Comunque, oltre agli anziani meno disponibili ai cambiamenti, anche per alcuni giovani la passione per questo metodo di lavoro, spesso trasmessa da tradizioni familiari, può prevalere sui disagi e, in alcuni casi, gli animali vengono ancora mantenuti ed affiancati a mezzi meccanici. Il vantaggio principale nell’impiego dei muli è la facile organizzazione del cantiere operativo non essendo necessario predisporre piste di esbosco. Infatti i nostri boschi sono provvisti di una fitta rete di stradelli, facilmente recuperabili, derivati dall’utilizzo di questo metodo di esbosco da centinaia se non migliaia di anni.
Inoltre è un metodo a un basso impatto ambientale che danneggia minimamente suolo e soprassuolo e non emette sostanze inquinanti. Questo lo rende interessante in situazioni in cui la sostenibilità ambientale è un valore importante, come in parchi e riserve naturali.
D) L’ IMPIEGO DEI MULI NEGLI SPORT EQUESTRI
Possiamo considerare in via di sperimentazione l’impiego dei muli negli sport equestri. Grazie alle loro caratteristiche peculiari di resistenza ed adattabilità, sembrano ottenere buoni risultati nel trekking equestre, nell’endurance e nel trekking someggiato. I muli rimangono però animali poco conosciuti, dall’indole ombrosa ed una fisicità particolare. Il loro ruolo nell’equitazione e nell’ecoturismo rimane quindi limitato alle esperienze condotte da pochi amatori e curiosi
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