PERCHE’ IL CONIGLIO E’ SIMBOLO DELLA PASQUA

Dal classico uovo alla tradizionale colomba, sono moltissimi i simboli che caratterizzano la giornata di Pasqua. Una festività da trascorrere in compagnia degli affetti, sia per celebrare la rinascita della natura con l’arrivo della primavera che, per chi fosse religioso, ricordare la Resurrezione. Il coniglio è uno dei tanti simboli di Pasqua, oltre all’uovo e alla colomba: ecco il significato di questo animale, nonché le origini e le tradizioni.
Perché, tuttavia, fra questi simboli vi è anche il coniglio oppure la lepre.
Sono molte le tradizioni legate al coniglio pasquale, tanto che rilevarne una sola origine non è affatto semplice. Di seguito, qualche informazione utile sulle teorie storiche più accreditate.
QUALI SONO STATI I MOTIVI
Le motivazioni che hanno portato a considerare il coniglio un simbolo pasquale sono svariate. Secondo i riti pre-cristiani l’arrivo della primavera coincideva con il rinnovamento della natura, la stagione nella quale le piante fioriscono dopo il lungo inverno e gli animali escono dal letargo ed entrano nella stagione dell’amore. Di conseguenza, essendo il coniglio un animaletto particolarmente fertile e con elevate capacità riproduttive, era considerato un simbolo di tale rinascita e del nuovo ciclo vitale.
Strettamente legato al discorso della fertilità e della rinascita il coniglio diventa il simbolo della Pasqua di Resurrezione.
Già nei riti pre-cristiani si riteneva il coniglio come simbolo della nuova vita e della primavera (non a caso anche il periodo della festa cristiana coincide con quello primaverile). Vi è anche una spiegazione fisica: il colore del manto e del pelo del coniglio cambia in base alle stagioni.
Nella tradizione del Cristianesimo ritroviamo il coniglio legato alla figura di Sant’Ambrogio, patrono della città di Milano. Fu lui per primo ad indicare nella lepre il simbolo della Resurrezione, ovvero del cambiamento di vita, esattamente come l’animale cambia il colore del suo manto. Questa sua capacità di cambiare, di rinascere, ricorda la vittoria di Cristo sulla morte e la sua ‘uscita’ dal sepolcro proprio nella Santa Domenica di Pasqua.
LE TRADIZIONI DEL NORD EUROPA
Sembra che la tradizione del coniglietto pasquale, associata sia ai riti religiosi del periodo che alle semplici festività connesse alla primavera, nasca dai Paesi del Nord Europa. Più che al coniglio, però, il riferimento è alla lepre: non solo uno degli animali più scaltri e resistenti durante i mesi freddi dell’anno, ma anche uno dei più attivi proprio con l’arrivo della bella stagione, fra i primi che si possono osservare sui prati fioriti.
Nell’era pre-cristiana, ad esempio, le popolazioni nordeuropee riconducevano all’animale il significato della fertilità e della rinascita: il coniglio, noto per la sua facilità di riproduzione, rappresentava alla perfezione il ritorno alla vita dopo il freddo e le tenebre dell’inverno. Il quadrupede, non a caso, è presente in molte usanze locali, antecedenti proprio alla diffusione del cristianesimo in Europa.
LE RAGIONI DI ASSOCIAZIONE DEL CONIGLIO ALLA PASQUA
Ci sono diverse ragioni per cui il coniglio, o la lepre, viene associato alla Pasqua, tutte legate a celebrazioni o credenze pagane.
La ragione più ovvia è legata alla fertilità della lepre. La Pasqua arriva in primavera e celebra una nuova vita. Il significato cristiano della nuova vita attraverso Cristo e quello commerciale è diverso, ma si fondono gradualmente. In questo contesto dunque si poteva inserire solo un animale, come la lepre, che produce molti discendenti.
Il coniglio, o meglio la lepre, è anche un antico simbolo per la luna e la data della Pasqua dipende dalla luna. Questo potrebbe aver portato la lepre ad essere associata alle celebrazioni pasquali.
La tana del coniglio è un’altra motivazione che ha portato questo animale ad essere parte delle celebrazioni pasquali: per i credenti, il coniglietto che esce dalla galleria sotterranea, viene visto simbolicamente come Gesù che esce dalla tomba. Questa è la ragione per la quale a questo simbolo preesistente è stato dato anche un significato cristiano.
L’associazione vera e propria con la Pasqua, tuttavia, pare sia avvenuta in Germania: tra Medioevo e Rinascimento, l’animale era infatti protagonista delle celebrazioni dei più piccoli. Secondo la tradizione, rimasta intatta fino ai giorni nostri in diverse località tedesche, la notte prima di Pasqua i bambini sono chiamati a preparare un comodo nido per il coniglietto, adagiando della paglia e lasciando qualche leccornia affinché l’animale possa rifocillarsi. Il quadrupede, in caso il bimbo si sia comportato bene nel corso dell’anno, lascia in dono delle uova colorate.
Dalle ricostruzioni oggi disponibili, emerge come nel 1700 l’usanza sia stata trasferita dalla Germania agli Stati Uniti, per poi diffondersi velocemente nella gran parte delle nazioni di lingua inglese. Nello stesso periodo, inoltre, accanto alle uova sono cominciate ad apparire le prime preparazioni dolciarie, come torte e altri preparati al cacao dedicati al cosiddetto “Easter Bunny”.
LA TRADIZIONE CRISTIANA
La figura del coniglio pasquale ha forti radici della tradizione popolare nordeuropea, così come già accennato, mentre non ha trovato grande riscontro in quella religiosa. In particolare nei Paesi a maggioranza cattolica, come l’Italia, dove l’animaletto è stato introdotto relativamente di recente, con l’apparizione sul mercato di dolci, cioccolatini e decorazioni a tema.
Eppure l’animale non è affatto assente nella storia religiosa del Cristianesimo. Il riferimento più emblematico lo si trova in Sant’Ambrogio, il Patrono di Milano, il quale indicò nella lepre il simbolo della Resurrezione. L’esemplare è infatti in grado di cambiare il suo manto a seconda delle stagioni, nascendo quindi sempre a nuova vita. Proprio per questa peculiarità, è stato di conseguenza ricondotto alla figura di Cristo e alla sua vittoria contro la morte, con l’uscita dal sepolcro la domenica di Pasqua.
LA LEPRE SECONDO LA LEGGENDA
Un’altraleggenda narra che Sant’Ambrogio indicò la lepre come simbolo di Resurrezione a causa del suo manto in grado di cambiare colore a seconda delle stagioni. Sin dalle origini del Cristianesimo la lepre rappresentava Cristo. Secondo la religione fu Sant’Ambrogio ad attribuire alla lepre il simbolo della resurrezione, poiché il suo manto ha la caratteristica di cambiare colore con il cambiare delle stagioni. Il coniglio è l’animale più fertile in assoluto e per questo rappresentava in tutto e per tutto il rinnovamento della vita e della primavera.
Nel XV secolo in Germania si recuperò quell’antico simbolo di fertilità e si diffuse l’usanza di preparare dei dolcetti e dei biscotti a forma di coniglio. La tradizione venne poi esportata dagli immigrati tedeschi nel nord Europa e in America. Proprio negli Stati Uniti e nei paesi anglosassoni in generale, il coniglietto pasquale è una vera istituzione (come lo è per noi Babbo Natale) e la Pasqua viene celebrata con grande gioia soprattutto dai più piccoli. In occasione di questa festività, l’Easter Bunny porta le uova colorate ai bambini, ma prima le nasconde tra le piante e i cespugli dei giardini e solo quelli che si sono comportati bene hanno la fortuna di trovarle. Ecco perché è tradizione per il giorno di Pasqua organizzare una caccia alle uova in casa o all’aperto!
NON E’ UN CONIGLIO MA UNA LEPRE
Chi al coniglio preferisce la lepre, è la zona nord europea del globo. Le tradizioni locali infatti associavano la figura di questo animale ai riti religiosi che si celebravano in quel periodo. Ma come mai proprio la lepre? Merito della sua furbizia, della sua agilità e del suo ammirabile attaccamento alla vita anche nei mesi più freddi dell’anno. Inoltre è proprio la lepre a percorrere per prima i prati fioriti einaugurare la stagione più bella e fiorita dell’anno: insomma è comunque simbolo di rinascita e dell’arrivo di ‘buone nuove’.
Nell’epoca pre-cristiana queste stesse popolazioni nordeuropee collegavano alla lepre il simbolo della fertilità della terra stessa: non a caso il coniglio, o la lepre, sono famosi anche per la facilità e la velocità con le quali si riproducono. Infatti dopo il periodo invernale e la stagione più fredda, il coniglio può uscire dalla sua tana e godere del primo sole primaverile. Innanzitutto vengono presi in considerazione a Pasqua come simbolo di fertilità non conigli ma lepri. Quasi sicuramente avete già capito il motivo di questa felice connessione, in fondo basta pensare ai detti popolari.
Allo stesso tempo però tra i Celti e i Britanni sembra che questo animale fosse venerato al punto da non poter essere mangiato.
Proprio seguendo questo esempio la lepre è paragonata a Gesù stesso, un animale gentile, senza tana né casa, simbolo di nuova vita e ritorno della primavera. Anche la sua particolare abilità di cambiare il proprio manto viene sottolineata da Sant’Ambrogio, descrivendolo come un simbolo di resurrezione. In Italia non è forse una tradizione particolarmente sentita, non quanto la più classica colomba almeno, ma sempre più case dolciarie si stanno lanciando nella produzione di conigli – pardon, lepri – di cioccolato
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